Da adesso, questo è il mio nuovo blog: http://lemureplatone.blogspot.com/
quindi, ci ritroviamo....lì!!
Il nuovo blog riparte...da dove si è fermato questo!!
L'ULTIMO MOSCHETTIERE
negare una cosa non vuol dire necessariamente affermare il suo contrario...
martedì 6 luglio 2010
domenica 27 giugno 2010
214: Alla fermata chi c'è??




Il blog chiude.
Questo è l'ultimo post.
214 post in tutto.
...
Per prima cosa, però, sarà bene chiarire la portata di questa chiusura.
Che cosa ne derivererà per il blog.
Lo faccio perchè mi sono già state richieste delle spiegazioni esterne su quello che volessi dire affermando di voler chiudere il mio blog.
Per chiudere NOn intendo cancellare definitivamente dalla rete.
No, non sarebbe giusto nè rispettoso verso tutto il tempo che ho passato per scrivere tutti i miei post, alcuni più riusciti, altri meno, ma cmq scritti tutti nell'intento di comunicare qualcosa, almeno me lo auguro.
No, il blog NON si cancella.
Semplicemente, da adesso in poi io non posterò più nulla in questa sede.
Questo post serve anche a chiarirlo a chi visiterà il blog, imbattendosi quindi nell'ultimo post da me scritto.
Vorrei che fosse chiaro a chiunque che in questo blog c'è solo una storia da considerare, ma non più un futuro.
...
Quali siano le ragioni che mi hanno spinto a prendere questa decisione non è il caso di ripeterlo, perchè le ho già esposte più di una volta nei miei ultimi interventi.
Qui mi preme solo di sottolineare che una ragione non indifferente (anzi, al contrario, molto determinante), è che ritengo sia terminato quello spirito, quella voglia di dire qualcosa anche attreverso internet, che c'era, che mi animava, quando questo blog ha cominciato il suo percorso.
E sono passati da allora quasi 2 anni (un anno e 10 mesi, per l'esattezza: il primo post di questo blog risale al settembre del 2008).
...
Parlando della storia di questo blog, ritengo che la fascia migliore in assoluto (nonchè quella che meglio raccoglie quello spirito che ho voluto rendere l'essenza stessa del blog) sia quella che va dal post 27 al post 80.
I migliori post da me scritti qui si trovano tutti all'interno di questa fascia.
Ci sarà qualcosa di buono forse anche fuori questa fascia, ma senza dubbio i post dal 27 all'80 rappresentano quello che, in termini fumettistici, definiremmo il periodo d'oro del blog.
Non a caso, quella è anche la fascia che registra il numero maggiore di commenti.
Segno che c'era qualcosa che non è sfuggito agli occhi più attenti.
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E quel periodo è finito da tempo.
Già dopo il post numero 80, infatti, è iniziato per il blog un percorso tutto nuovo.
Il che è stato dovuto principalmente alla mia voglia di sperimentare.
Convinto che continuando su quella strada io rischiassi solo di essere ripetitivo, di riproporre sempre le stesse idee, gli stessi concetti, e un po' anche per paura di non trovare più nulla di interessante da dire, ho cominciato col cambiare registro.
Ho cominciato col proporre racconti a puntate, ad esempio.
Una scelta che si è dimostrata molto rischiosa: perchè, costringendo i lettori a seguire le trame per più puntate, ha finito per selezionare (in un modo cattivo che non mi appartiene), i lettori, fra coloro che erano davvero interessati a seguire tutte le trame, e coloro che invece non si sono sentiti più attratti da un blog in cui sparivano, di colpo, o quasi, i post autoconclusivi.
Quelli che trasmettono un pensiero, e finisce lì.
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A ciò va aggiunto anche l'apparato tipico di blogger.
Qui i blog sono tantissimi.
E mi sono presto reso conto che l'unico modo per spingere qualcuno a leggere (e nel caso anche commentare) il proprio blog, era inevitabilente quello di lasciare molti commenti nei blog degli altri.
Così forse qualcuno, leggendo il tuo intervento, mosso a curiosità, poteva avere la tentazione di saperne di più sull'autore di quel commento (il sottoscritto), e andare a dare un'occhiata al suo blog.
...
Ma io, un po' per pigrizia un po' per egoismo, non ho mai seguito tanti blog.
Solo pochi, scelti.
I migliori?
Affermarlo equivarrebbe a dire che sono dotato della capacità di saper discernere subito alla prima occhiata ciò che è buono da ciò che non lo è, e che non mi riesce quindi difficile puntare subito sulle cose migliori.
Ma non è così. Almeno, io non ne sono convinto.
Direi invece che ho sempre seguito pochi blog perchè non mi è mai andato di cercarne altri.
Mi sono sempre accontentato delle poche cose buone che trovavo.
Intervenendo più volte in quei blog che mi facevano un effetto positivo, e limitandomi a quelli.
Un molto molto chiuso di agire.
Che, col tempo, ha finito per ritorcersi contro il mio stesso blog.
...
Per di più c'è da dire che un blog ha anche un difetto essenziale: funziona solo attraverso la manifestazione dei propri pensieri (con corrispondenti interventi di chi lo visita tramite i commenti), ma sembra tendenzialmente chiuso al dibattito intellettivo, e alla crescita che deriva dal confronto.
Un blog non è un gruppo in cui ci si confronta, si discute, si espongono le proprie idee e si cresce insieme.
Questa è una caratteristica che riesco a riscontrare solo sui forum.
Nei blog, alla fine, è inevitabile che prevalga sempre il parere dell'autore.
...
E' per questo che, da ora in poi, preferisco continuare a far sentire la mia voce in internet solo tramite i forum oppure tramite facebook (per una volta lo scrivo alla maniera giusta, per non spezzare il tono serio di questo mio discorso), dove i commenti spesso hanno il vantaggio di poter essere diretti a persone che conosci, oppure, se non le conosci già, c'è almeno una compenetrazione maggiore, i pensieri permeano meglio.
Purchè si riesca ad evitare di confondermi troppo nella marea delle cose inutili.
purchè si sappiano fare, anche lì, delle distinzioni.
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Così chiudo il blog.
E lo faccio a malincuore, credetemi.
Vorrei poterlo usare ancora, quando ne ho voglia, per comunicare le mie idee passeggere, le pazzie (?) della mia mente.
Ma mi rendo conto che non è più possibile.
E so già che continuerò a venire qui, ancora a lungo.
Non potrò rifiutare al mio blog una piacevole e nostalgica occhiata.
Non potrò, non saprò evitare di scorrerlo un'altra volta, con l'occhio ammirato di chi si commuove ad ammirare il proprio passato e le proprie cose.
E si ricorda di com'erano state.
O immagina come sarebbero state se fossero continuate.
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Tornerò spesso, a guardare questo mio pezzo di vita.
E mi auguro che, di tanto in tanto, vorrete farlo anche voi.
Magari dandomi un leggero colpo sulla schiena, se passate di qui.
Così, anche se sarò preso dalle mie nuove cose, potrò accorgermi di voi.
E darvi, come sempre, l'attenzione che meritate.
venerdì 25 giugno 2010
213: Al 22 esimo parallelo c'è....PIPPO e il suo cipiglio

E così sono arrivato a 22 anni.
Ricordo ancora molto bene il post con cui, esattamente un anno fa, celebravo il mio 21 esimo compleanno: http://pippoditrapani.blogspot.com/2009/06/ho-fatto-21.html .
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E' passato un anno, e adesso mi trovo in difficoltà, all'idea di comunicare com'è passato il tempo nel frattempo.
Anche il fatto che questo post sul mio compleanno dovrebbe coincidere, in base alle mie attuali intenzioni, con il penultimo post di questo blog, mi procura un peso non indifferente su quello che adesso dovrò scrivere.
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Forse la cosa migliore da fare, in fondo, è non dire nulla.
Lasciare che questo sabato di compleanno scorra naturalmente, senza rovinarlo con pensieri troppo forti.
Senza mischiarlo, ancora una volta, con una ideologia.
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Perchè, in fondo, è forse questa la cosa più importante che penso di aver imparato nel corso degli ultimi 365 giorni: dal momento in cui un commento fattomi allora sulla necessità, per un 21 enne, di pensare soprattutto a vivere, senza fare troppi propositi, fino ad oggi, ho potuto rendermi conto, giorno dopo giorno, di quanto le parole in taluni casi possano essere pesanti, o superflue.
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Bisogna servirsi delle parole con intelligenza, fermandosi quando è il momento di lasciare che la propria sovrastruttura ideologica si riposi, e ceda il passo all'osservazione, all'ascolto...o si stemperi in un sorriso, in una semplificazione, perchè è giusto andare incontro a chi cerca da te qualcosa di diverso dalle tue idee.
Da chi da te si aspetta solo una risposta, un intervento.
Senza troppe filosofie in mezzo.
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Sì, tutto sommato sono contento di essere arrivato a questo punto, una volta di più.
Mi vengono in mente le parole di un'amica che, di fronte ai miei dubbi, di fronte alla mia distorta percezione delle cose, ha saputo essere, come sempre, in gamba, e mi ha fornito una definizione di compleanno che non posso esimermi dal riportare, a migliore completamento del presente post.
I compleanni non sono mai inutili, mi ha detto. Perchè segnano lo scorrere del tempo.
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Grazie per questa profondissima massima.
Le attribuisco un significato molto elevato.
Ha gettato una tanto sperata luce nel buio con cui mi apprestavo a giungere a questo momento (per me) di festa.
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Già, una festa per me.
Ma che mi impedisce di parlare troppo di me.
Perchè sento che, in qualche modo, negli ultimi tempi (ma mi riferisco sempre all'ultimo anno), ho parlato fin troppo delle mie cose.
Delle mie abitudini, della mia vita. Delle mie speranze. Delle mie angosce.
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Ecco perchè, giunto al momento del mio compleanno, vorrei approfittarne per dare un'occhiata più attenta al resto.
Per osservare come non ho mai fatto tutti quello che mi circonda.
Liberandolo dai miei abituali filtri.
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Questa è la conclusione a cui sono portato in vista del mio compleanno: di appiattire la mia coscienza, e di mettermi in una posizione esterna rispetto alle cose.
E penserò, molto, allo scorrere del tempo.
A quello che questo anno (e dico questo anno, senza badare al fatto che l'anno conduca da qualche parte, perchè ho già completato il processo teso all'annullamento della mia individualità) ha prodotto di positivo, ai cambiamenti che ha operato.
Al modo in cui il battito del tempo è stato segnato.
Se attraverso una rivalsa dei dettagli, che si sono rifatti dell'insufficienza con cui, abitualmente, vengono ignorati;
o se attraverso una panoramica ancora una volta generale, come un volo d'uccello, che osserva e giudica tutto, senza (o quasi) posarsi mai.
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E so che tutto deve passare di qua, in un certo senso.
La scoperta, la voglia d'avventura , la conoscenza.
Per quanto io possa percepire la FINE, la chiusura di tutto, volontà e aspirazioni, ci sarà sempre un modo per rilanciarsi.
E questo giorno, con tutte le sensazioni che ne derivano, con il senso di passaggio che trasmette, deve trascorrere, lucido e diretto, proprio per questo.
Anche se non c'è nessuno che lo aspetta.
Anche se, ad un passo di casa, lo attende il mondo.
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